Immagini della scienza e della natura nelle utopie di Patrizi e di Bacone

Helvio Moraes

Resumo


Francesco Patrizi (1529-1597) e Francesco Bacone (1561-1626) appartengono, essenzialmente, allo stesso grupo di pensatori che, fin dal Cinquecento, in aperta opposizione ai precetti di Aristotele, propongono nuove forme per la concezione del rapporto Uomo-Natura. Nei loro scritti utopici, ambedue credono nella possibilità di organizzarsi socialmente, in modo perfetto, partendo dalla comprensione razionale della Natura. Curiosamente, Bacone aveva in poca considerazione quel naturalismo di impronta ermetico-platonica diffuso principalmente da Bernardino Telesio e Francesco Patrizi. Per loro, la Natura era, di per sé, un legittimo oggetto di indagine. Ambedue enfatizzavano l’importanza dei sensi come mezzi di osservazione. Ciò che Bacone riteneva necessario, comunque – e
ciò che gli sembrava mancasse negli altri –, era la conoscenza empirica della Natura. Questo punto distingue sensibilmente le configurazioni delle loro città ideali, due immagini diverse che ci proponiamo analizzare.


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