Flatlandia: testo e contesto nelle utopie matematiche

Marianna Forleo

Resumo


Il connubio tra scienza e letteratura nei secoli ha avuto molteplici manifestazioni e una delle interpretazioni più interessanti è l’utilizzo del linguaggio scientifico nelle rappresentazioni utopistiche. Funzione prima dell’utopia come genero letterario è la critica delle realtà sociali e il suo potere intrinseco deriva dalle denuncie di carattere politico sopportabili per il sistema solo se elaborate in termini metastorici. Nella descrizione delle città utopiche la letteratura si serve della scienza perché metafora chiara di organizzazioni razionali ed elemento strategico di veicolazione di messaggi subliminali. In particolari le utopie matematiche sono testi “a più dimensioni” e l’utilizzo di strutture geometriche per la descrizione di città utopiche o di organizzazioni sociali offre una molteplicità di livelli di lettura e varie interpretazioni. Nonostante ciò la scienza si fonde con la letteratura ma non si confonde, acquistando nel testo una propria autonomia; infatti il primo e più evidente livello di lettura, dal quale ogni successiva interpretazione prende forma, à la descrizione di un mondo matematico. L’analisi di Flatlandia, di Edwin A. Abbott è lo spunto per una riflessione sull’argomento.


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