La “città ideale” nella cultura italiana dal Sette al Novecento. Da Venezia a Venezia

Laura Schram Pighi

Resumo


Il contributo segue il percorso dell’idea di città ideale cogliendone lo sviluppo nella letteratura italiana come nell’arte figurativa, a partire dal Settecento fino a tutto il Novecento. La città come archetipo immaginativo è centrale nella narrativa di utopia italiana che inizia a Venezia a partire dalla traduzione della Utopia di Tommaso Moro (1548). L’idea di città ideale, un vero “campo di energia utopica”, è in grado di manifestarsi in una pluralità di linguaggi artistici e si realizza nelle città pensate come in quelle reali passando dalle città dell’Italia unita a quelle di fondazione, le città del regime fascista, per arrivare alla “utopia polverizzata” delle Città invisibili (1972). Italo Calvino, il maggiore narratore d’utopia del terzo Novecento e il più acuto teorico del genere utopico, ci riporterà a Venezia: archetipo e utopia della città acquatica (1974). 


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