La città felice e il contributo di Francesco Patrizi al dibattito rinascimentale sull’infanzia

Monia Mezzetti

Resumo


Il contributo intende indagare l’apporto fornito da Francesco Patrizi al dibattito rinascimentale sull’infanzia, il quale può essere declinato in ambito propriamente pedagogico dell’educazione e della formazione culturale e valoriale del bambino, e in cura del bambino stesso, a sua volta inquadrabile in termini di puericultura e di soddisfacimento dei suoi bisogni nutrizionali.

L’attenzione riservata dall’autore alla seconda di queste tematiche, nelle ultimissime pagine della sua utopia, è indicativa della sua stessa formazione culturale, che fu anche scientifica, in particolare di tipo medico, durante gli anni di studio all’Università di Padova.  Non si potrà quindi prescindere dal richiamare quanto rilevato da Cesare Vasoli nella sua monografia dedicata a Francesco Patrizi (1989), ovvero la concezione dello Stato come insieme di organi.

Dal canto nostro, evidenzieremo il nesso tra questa teoria e quella propriamente circoscritta all’infanzia; come pure, esulando da questo ambito, sottolineeremo i punti di contatto, o viceversa di contrasto, tra le proposte di Patrizi, tipicamente normative, dato il genere letterario di appartenenza dell’opera, e la doxa rinascimentale in merito all’infanzia, nonché la prassi gestionale del bambino da parte proprio dell’aristocrazia, la classe sociale da Patrizi investita di un valore seminale nella sua utopia d’impostazione ieratica. 


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