Campanella e il problema della autonomia politica

Carlos Eduardo Ornelas Berriel

Resumo


Nell’opera di Campanella, specialmente nella Città del Sole, ci sono componenti che svelano la sua connessione con numerose teorie rinovatrice: la filosofia politica campanelliana è appunto sottomessa alla filosofia della natura di Telesio, che sfocerà nella rivoluzione scientifica di lì a poco. Questa teoria, nella specifica tratattiva campanelliana, inside sopra la magia e l’astrologia como forme privilegiate di interpretazione della natura.

Comunque, sembra che Campanella “naturalizza” la condizione umana - e dunque la política - traverso la sottomissione del citadino, e perciò dello Stato, alle forme d’interpretazione della natura, come l’astrologia. I individui sono generatti, nella Città del Sole, secondo disposizioni eugeniche e astrologiche, consegnando così allo Stato citadini sani di corpo e di anima.

Essendo la natura da lui concepita come statua vivente de Dio, interpretare la natura, compito dei filosofi e de principi, diventa una maniera di preghiera e di conocenza di Dio stesso. Nella gerarchia logica del suo pensiero, la natura diventa la categoria particolare che mette l’uomo in raporto con l’universale, che è Dio. La finalità della politica diventa così comprensione di Dio, concetto non così lontano da quello del medioevo.

Nell’ambito della scienza politica sembra un retrocessione nei confronti con Machiavelli - che ha combatutto nel Atheismus Triumphatus – in cui abbiamo invece la autonomizazione della sfera della politica, una attività che si spiega per se stessa.


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